IL CELESTE IMPERO
In questa sezione sono raccolti i mobili (tavoli sedie, armadi, letti, ecc.) prevalentemente della dinastia Qing (1644-1911) provenienti da dimore aristocratiche. Molti tra i pezzi più pregiati appartengono al periodo del regno di Qianlong. (1736-95). In quegli anni, l’Impero dei Qing raggiunse il suo apice per espansione geografica, sviluppo demografico ed economico. In un clima di prosperità generale anche la produzione di opere artistiche di grandissimo livello ebbe un forte impulso.
Tanta serenità, la possiamo ancora respirare attraverso i decori e le simbologie riprodotte sopratutto su armadi e piccoli contenitori. L’uso d’ideogrammi e disegni, trasformano un funzionalissimo mobile in un elemento di forza o di riflessione, in ogni caso un mezzo di comunicazione altamente simbolico.
Così pure di forte impatto emotivo, sono le insegne in legno, dipinte o intagliate, riportanti frasi e motti, che sono quasi sempre moniti o auspici di prosperità per il lavoro e la vita domestica. In questa sezione si è voluto, inoltre, porre l’accento sulla fattura dei mobili, per i quali si usavano, spesso essenze lignee pregiate. La costruzione di ogni piccola parte era studiata fin nei minimi particolari: Incastri complessi, serrature metalliche sorprendenti per fattura ed ingegno, sono l’esempio tangibile della grandezza e maestria dell’ingegno umano.

SUONI DELL'ANTICO IMPERO
La storia della campana nasce in Cina più di cinquemila anni fa. Il susseguirsi delle dinastie imperiali e l'evolversi dell’abilità tecnica e artistica degli artigiani del passato hanno prodotto, nei secoli, quelle che oggi sono considerate tra le più belle campane del mondo.
La storia di questa collezione privata nasce per caso alcuni anni fa, quando il direttore di un museo italiano espresse il desiderio di acquisire una campana cinese antica.
Quella che all'inizio era una semplice commissione si trasformò in un'appassionante attività di esplorazione che ha condotto i ricercatori della galleria Thais negli angoli più remoti della Cina, alla scoperta di esemplari rari e preziosi.

Questa sezione è dedicata ad utensili ed oggetti d’uso domestico, provenienti, prevalentemente dalla Cina e dal Tibet. Piccole curiosità che raccontano la vita di popoli lontani, alle prese con le incombenze di tutti i giorni.
Da oggetti utilizzati per la conservazione di cibi, suppellettili e vestiario, si passa alle selle per le cavalcature e agli attrezzi di lavoro particolari e inusuali. Vi sono anche strumenti musicali, sigilli e oggetti utilizzati per la scrittura e la calligrafia. Tutte le arti sono qui rappresentate attraverso gli utensili utilizzati dall’uomo, per realizzare le proprie opere creative. Non mancano neppure gli oggetti da difesa come coltelli o antichi pugnali e chiusi nei loro preziosi foderi.
Un percorso piacevole per comprendere civiltà lontane e comparare la loro con la nostra di tradizione vernacolare.

TIBET: ARTE E SPIRITUALITÀ
L’arte tibetana è per lo più legata alla spiritualità e quindi ricca di decorazioni e messaggi simbolici, riprodotti anche su oggetti di uso comune In Tibet ogni forma d’arte è un potente veicolo per la comprensione universale della dottrina filosofica Buddista.
Particolarità, che di certo stupirà il visitatore, è la ricostruzione di un piccolo monastero, operazione resasi possibile grazie al ritrovamento di alcuni elementi costruttivi (colonne, travi ed architravi intagliate e colorata), provenienti da antichi monasteri Tibetani, irrimediabilmente distrutti e perduti.

Questa sezione del museo è dedicata ad alcune tra le più significative ceramiche vietnamite della collezione Thais. Questi esemplari fanno parte del "Tesoro di Hoi-An", un importantissimo ritrovamento archeologico avvenuto nel 1996 nel Mar dei Dragoni a largo di Hoi-An, in Vietnam dove, nel 1440, una nave mercantile tailandese affondò con il suo carico di preziose ceramiche. Alla scoperta casuale, di un gruppo di pescatori, fece seguito un lungo ed impegnativo lavoro di recupero, da parte di una società privata in collaborazione con esperti dell’università di Oxford, che riportò alla luce piatti, vasi, bottiglie, piccole scatoline, ampolle per profumi e altri manufatti in gres invetriato, finemente decorati con dipinti blu.

La scoperta di queste ceramiche vietnamite assunse una tale rilevanza a livello mondiale, che l’UNESCO, in seguito al ritrovamento, dichiarò Hoi an "Patrimonio dell’umanità".
Del carico recuperato, una parte fu donato ai musei del Vietnam, un’altra parte, più consistente, acquistata dai principali musei del mondo e il resto del tesoro messo all’asta, nel 2001, a S. Francisco, in California. La Galleria Thais, in quell’occasione, partecipò all’importante evento assicurandosi alcuni tra i migliori esemplari, molti dei quali oggi esposti in questa sezione del museo.