Villa Orna

Brendola, un antico paese addossato alle splendide colline che un automobilista ammira quando percorre l'autostrada A4 tra Verona e Vicenza. Il piccolo centro abitato è situato sul versante meridionale di un colle dominato dalle rovine di un antico castello, costruito attorno all'anno Mille, e costituisce uno degli angoli più suggestivi della pur ricca e straordinaria terra veneta. 

Il centro urbano si espande anche sulla sottostante pianura, dove un tempo immensi appezzamenti di terreno agricolo concedevano prosperità e ricchezza agli abitanti della zona. Al centro della piana che separa il comune di Brendola dagli antistanti colli vicentini, si trova Villa Orna, un rustico veneto costruito sul finire del Settecento. L'architettura rispecchia la tipicità del casolare padronale, con un imponente edificio principale dotato di due enormi portici che permettevano l'ingresso e l'uscita dei carri, e il sottotetto adibito a granaio.

LA STORIA
Verso la metà del Sec XIX, il complesso di edifici fu ampliato e divenne dimora di un'importante famiglia padronale, proprietaria di tutti i terreni agricoli della valle.

Durante la Prima Guerra Mondiale, la villa fu requisita dall'esercito inglese e divenne un centro di raccolta per le derrate alimentari, da dove si coordinava il rifornimento alle truppe in prima linea sulle vicine prealpi venete. A guerra finita la villa fu donata alla curia vescovile di Vicenza che ne fece un convento, ed in seguito rilevata da un'altra ricca famiglia, che la trasformò in un centro per la lavorazione del tabacco.

Il complesso fu abbandonato negli anni Settanta e poi acquistato dalla famiglia Obrietan nel 1987. Dopo un'importante lavoro di restauro, l'11 giugno del 1988 la villa divenne residenza della famiglia, e dal 1996 la sede della Galleria antiquaria Thais. L'11 giugno del 2005, in occasione del diciassettesimo anniversario di matrimonio di Gioacchino Obrietan con sua moglie Elisabetta, è stato innaugurato il Museo Obrietan, realizzato nell'ala occidentale dell'edificio, dove un tempo trovava posto il granaio.

Dell'antico complesso rimangono oggi tre edifici. Dietro all'edificio principale, la foresteria e le antiche stalle sono interamente restaurate e vi si trovano i laboratori di restauro e spazi espositivi della Galleria. Il complesso di edifici è circondato da un giardino dove si possono ammirare, tra magnolie e antichi ippocastani, statue di buddha e campane templari provenienti dalla Cina.